Registro delle correzioni
Le pensioni cambiano spesso, e a volte sbaglio anch’io. Qui registro le correzioni sostanziali fatte agli articoli, con la data: un requisito superato, un importo aggiornato, una norma citata in modo impreciso. Le correzioni di forma non sono elencate.
23 ottobre 2026: revisione completa
Ho ricontrollato tutti gli articoli sulle leggi in vigore, sulle circolari INPS del 2025 e del 2026 e sulle regole già fissate per il 2027 e il 2028, aggiungendo a ogni dato il link alla fonte. Questi i cambiamenti principali:
- Come verificare i contributi versati e correggere eventuali errori: Ho corretto la prescrizione dei contributi: i 5 anni si contano per ogni singolo contributo e diventano 10 se il lavoratore o i superstiti denunciano l’omissione. Ho precisato che servizio militare e maternità fuori dal rapporto di lavoro si recuperano con l’accredito di contributi figurativi e non con il riscatto, che la rendita vitalizia può chiederla anche il datore di lavoro e che per correggere la posizione assicurativa l’INPS si dà 80 giorni, non i 30 del termine ordinario.
- Pensione di vecchiaia: requisiti, età e contributi aggiornati: Ho corretto l’età per la pensione di vecchiaia nel 2027 e nel 2028, già fissata a 67 anni e 1 mese e 67 anni e 3 mesi, e ho precisato che le condizioni della deroga Amato sono alternative tra loro e che lo sconto per gli invalidi all’80% vale per i dipendenti iscritti all’AGO con invalidità riconosciuta dall’INPS. Ho corretto anche il calcolo retributivo, che riguarda solo chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
- Pensione anticipata: quando conviene davvero: Ho corretto Opzione donna: la legge di Bilancio 2026 non l’ha prorogata e resta solo per chi aveva i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Ho precisato che per la pensione anticipata ordinaria valgono anche i contributi figurativi, che alcuni dipendenti pubblici subiscono un taglio della quota retributiva, che la neutralizzazione si applica solo se porta a una pensione più alta e che l’integrazione al minimo non spetta alle pensioni interamente contributive.
- Come leggere il cedolino della pensione senza difficoltà: Ho precisato che la rivalutazione riguarda tutte le pensioni, piena fino a quattro volte il minimo e ridotta sopra, con un aumento provvisorio dell’1,4% per il 2026, e che l’importo aggiuntivo di 154,94 euro si paga ogni anno a dicembre e non una tantum. Ho corretto anche i conguagli fiscali di fine anno, che si vedono a gennaio e febbraio, con rateazione fino a novembre per le pensioni fino a 18.000 euro l’anno.
- Pensione di reversibilità: chi ne ha diritto: Ho precisato che il coniuge separato con addebito ha diritto alla reversibilità anche senza assegno di mantenimento (circolare INPS n. 19 del 2022) e ho aggiornato a 39.770,25 euro la soglia del taglio al 50% per il 2026, aggiungendo che per la Corte costituzionale (sentenza n. 162/2022) il taglio non può superare i redditi che lo provocano. Ho tolto il riferimento a una sentenza di Cassazione che non risulta e ho indicato i tempi del regolamento INPS: 50 giorni per la reversibilità e 55 per la pensione indiretta.
- Invalidità civile e assegni: cosa sapere: Ho corretto la compatibilità tra le prestazioni: pensione di inabilità e indennità di accompagnamento si possono cumulare. Ho precisato che dopo i 67 anni l’assegno sociale che sostituisce le prestazioni mantiene i limiti di reddito dell’invalidità civile e che la riforma con la valutazione di base secondo l’ICF è in sperimentazione dal 1° marzo 2026 in 60 province.
- NASpI: tutto quello che c’è da sapere: Ho aggiunto la regola in vigore dal 2025 per chi si è dimesso da un lavoro a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti, che deve maturare 13 settimane di contributi dopo le dimissioni. Ho aggiornato le compatibilità: il Reddito di cittadinanza è stato abrogato dal 1° gennaio 2024 e oggi c’è l’Assegno di inclusione, compatibile con la NASpI, mentre il vecchio «lavoro accessorio» è diventato lavoro occasionale, i cui compensi sono cumulabili fino a 5.000 euro l’anno.
- Pensione e tasse: quanto si paga davvero: Ho corretto la definizione dell’IRPEF, che è un’imposta progressiva e non sostitutiva, e ho chiarito che il conguaglio fiscale di fine anno si recupera sulle rate di gennaio e febbraio, non a dicembre. Ho corretto anche il tetto ordinario dell’addizionale comunale, che è dello 0,8%.
- Pensione e lavoro: si possono cumulare?: Ho corretto la soglia del regime forfettario per i redditi da lavoro dipendente e da pensione, che nel 2025 e nel 2026 è di 35.000 euro, e ho chiarito che le dichiarazioni reddituali a preventivo e a consuntivo riguardano solo le pensioni soggette a incumulabilità. Ho aggiunto che Quota 103 non è stata rinnovata per il 2026 e ho tolto un riferimento non verificato al lavoro agricolo occasionale.
- Come prepararsi cinque anni prima della pensione: Ho tolto alcuni concetti del sistema pensionistico svizzero, che in Italia non esistono, e li ho sostituiti con gli strumenti italiani, come il riscatto presso l’INPS e il Prospetto delle prestazioni del fondo pensione. Ho chiarito che dal fondo pensione si può ritirare in capitale di norma al massimo il 50% del montante e ho aggiunto i requisiti di vecchiaia del 2027 e del 2028.
- Le novità sulle pensioni nel 2026: cosa cambia davvero: Ho corretto l’aumento dell’età pensionabile, presentato come novità del 2026: scatta dal 2027, di un mese, e dal 2028 arriva a tre mesi. Ho chiarito che Quota 103 e Opzione donna non sono state rinnovate, mentre APE sociale e incentivo al posticipo sono stati prorogati, e ho tolto le affermazioni non verificabili su nuove regole di calcolo, linee guida ministeriali e novità sul cumulo.
- Errori che possono ritardare la pensione: Ho corretto la sigla RVPA, cioè la Richiesta di Variazione della Posizione Assicurativa usata dai dipendenti pubblici, e ho indicato la segnalazione contributiva per lavoratori privati e autonomi. Ho indicato la norma giusta sulla rendita vitalizia, l’art. 13 della legge 1338/1962, e per la ricostituzione ho tolto la norma sbagliata e aggiunto i termini: prescrizione di cinque anni per gli arretrati e tre anni per gli errori nella prima liquidazione.
- Previdenza complementare: serve davvero?: Ho chiarito che dal fondo pensione si può ritirare in capitale di norma al massimo il 50% del montante e ho aggiunto le nuove forme di erogazione del 2026. Ho aggiornato le regole di adesione, perché dal 1° luglio 2026 chi è assunto per la prima volta nel settore privato aderisce automaticamente con 60 giorni per rinunciare, e ho precisato che i PEPP oggi non sono disponibili in Italia.
- Le domande più frequenti sulle pensioni: Ho corretto la decorrenza della pensione ai superstiti, che parte dal primo giorno del mese successivo al decesso, e ho indicato come riferimento per la vecchiaia il decreto-legge 201/2011, con i requisiti del 2027 e del 2028. Ho aggiunto il Contact Center tra i canali per la domanda e ho precisato che per le attività gravose servono almeno 30 anni di contributi.
- I falsi miti sulle pensioni: cosa è vero e cosa no: Ho corretto i dati sulla spesa pensionistica, che non venivano dall’OCSE: secondo la Ragioneria generale dello Stato è pari al 15,2% del PIL nel 2025 e arriverà al 17,1% nel 2041. Ho precisato che i fondi pensione non rendono sempre più del TFR, che nel 2022 e sugli ultimi 5 anni ha reso di più, e che il TFR lasciato in azienda è garantito dal Fondo di garanzia dell’INPS.
- SPID, CIE e CNS: quale usare per accedere ai servizi INPS?: Ho corretto il riferimento normativo sull’accesso esclusivo con SPID e CIE, che sta nel Codice dell’amministrazione digitale modificato dal decreto Semplificazioni, e ho precisato che la CNS è emessa dall’Agenzia delle Entrate. Ho corretto anche i ruoli nella delega dell’identità digitale: delega chi non può usare da solo i servizi online, mentre tutori, curatori e genitori ricevono la delega e agiscono con le proprie credenziali.
- Come leggere l’Estratto Conto Certificativo INPS: Ho corretto i tempi di rilascio, che sono di 55 giorni dalla domanda completa e non 30, e ho precisato che l’ECOCERT non è obbligatorio per la domanda di pensione. Ho corretto anche il percorso online, che passa dal servizio «Estratto Conto Certificativo (ECOCERT ed ECOMAR)», e ho chiarito che il suo valore certificativo viene dalla legge 88/1989.
- Come prenotare un appuntamento all’INPS: tutti i canali disponibili: Ho precisato che INPS Risponde serve a inviare quesiti, con risposta via email, e non a fissare appuntamenti, e che dall’app INPS Mobile si prenota con la funzione «Sportelli di Sede». Ho corretto anche le regole di accesso: per gli sportelli di linea la prenotazione è necessaria in tutte le sedi, non solo nelle grandi città, e senza prenotazione la prima accoglienza rilascia stampe di documenti e certificati.
- Pensione minima: chi può beneficiarne e come funziona: Ho corretto il trattamento minimo 2026, che è di 611,85 euro al mese: i 619,80 euro sono il totale con l’incremento straordinario dell’1,3%, e di conseguenza ho corretto anche gli esempi di calcolo. Ho corretto inoltre il limite di reddito coniugale per l’integrazione intera, che è di 23.862,15 euro e non 31.816,20, soglia oltre la quale l’integrazione non spetta.
- Lavorare all’estero: come vengono riconosciuti i contributi per la pensione: Ho corretto il calcolo per chi raggiunge la pensione anche con i soli contributi italiani: nei Paesi UE l’INPS non ignora i periodi esteri, ma confronta pensione autonoma e pro-rata e paga la più favorevole. Ho precisato che le regole UE valgono anche per il Regno Unito, che la domanda va all’ente dello Stato di residenza e che l’anno minimo di contributi serve nello Stato che paga la quota.
- Come richiedere l’APE Sociale: requisiti, documenti e procedura: Ho corretto la durata dell’assegno: l’età della pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi dal 2028, anche per chi è in APE sociale. Ho precisato che i 63 anni e 5 mesi si possono compiere entro il 31 dicembre 2026 e che l’ANPAL, citata tra gli enti dell’istruttoria, è stata soppressa.
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