SPID, CIE e CNS: quale usare per accedere ai servizi INPS?

La scheda

Con cosa si entra
SPID almeno di livello 2, CIE o CNS; dal 1° ottobre 2021 il PIN INPS non vale più, salvo per i residenti all’estero senza documento italiano.
SPID
Si chiede a un gestore accreditato, online o presso il provider; servono nome utente, password e codice OTP. PosteID costa 6 euro l’anno dal secondo anno, salvo esenzioni.
CIE
Si richiede al Comune di residenza; si usa con uno smartphone NFC e l’app CieID o dal computer, con il PIN di 8 cifre ricevuto al rilascio.
CNS
Di solito è la tessera sanitaria abilitata, emessa dall’Agenzia delle Entrate con PIN dalla Regione; serve un lettore di smart card collegato al computer.
Deleghe
Chi non può usare da solo i servizi può delegare una persona di fiducia, che entra con le proprie credenziali; per il figlio minore agisce il genitore con la delega.
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Introduzione: l’accesso digitale ai servizi INPS e il valore delle identità elettroniche

Nell’attuale contesto di digitalizzazione amministrativa, l’accesso ai servizi INPS avviene quasi esclusivamente tramite identità digitali certificate che garantiscono affidabilità, sicurezza e protezione dei dati personali. L’introduzione di strumenti quali SPID, Carta d’Identità Elettronica e Carta Nazionale dei Servizi ha reso possibile l’autenticazione remota per cittadini, pensionati, lavoratori e operatori economici. Queste soluzioni, formalmente riconosciute dall’ordinamento, rappresentano oggi il fulcro delle interazioni tra utente e Pubblica Amministrazione, contribuendo non solo alla semplificazione procedurale, ma anche all’aumento del livello di sicurezza informatica nel trattamento delle informazioni sensibili.

Requisiti normativi e transizione al digitale: dal PIN a SPID, CIE e CNS

L’evoluzione dell’accesso ai servizi INPS è stata plasmata da un profondo riordino normativo: sulla spinta della normativa europea sull’identità digitale (Regolamento UE 910/2014 «eIDAS», aggiornato dal Regolamento (UE) 2024/1183, il cosiddetto eIDAS 2), la legislazione italiana si è dotata di strumenti uniformi e interoperabili. Il decreto Semplificazioni (art. 24 del D.L. 76/2020) ha modificato l’art. 64 del Codice dell’amministrazione digitale: dal 28 febbraio 2021 le pubbliche amministrazioni consentono l’accesso ai servizi online esclusivamente con SPID e CIE (oltre alla CNS) e non possono più rilasciare o rinnovare credenziali proprie come il PIN INPS; quelle già rilasciate sono rimaste valide fino al 30 settembre 2021.

Dal 1° ottobre 2021 il PIN INPS non è più valido per i cittadini, con una sola eccezione: i residenti all’estero senza un documento di riconoscimento italiano, che possono ancora richiederlo (circolare INPS 127/2021). La normativa si allinea agli obiettivi del PNRR, guidando l’Istituto verso una completa digitalizzazione dei processi. L’accessibilità ai servizi, laddove prima dipendeva da una pluralità di sistemi indipendenti, si concentra ora su identità federate nazionali e transfrontaliere: ciò consente anche ai cittadini di altri Paesi UE di entrare in MyINPS con la propria identità digitale riconosciuta tramite eIDAS. La chiusura della fase transitoria, comunicata da INPS tramite circolari e comunicazioni ufficiali, ha inciso in particolare sul mondo delle aziende e dei patronati, obbligati a convergere su strumenti di autenticazione avanzati.

Le modalità di autenticazione: funzionamento pratico di SPID, CIE e CNS

L’accesso ai servizi digitali dell’INPS prevede l’impiego di sistemi eterogenei, ognuno caratterizzato da specifici livelli di sicurezza e procedure:

  • SPID: Il Sistema Pubblico di Identità Digitale rappresenta il metodo più diffuso a livello nazionale. Si ottiene da uno dei gestori di identità accreditati (ad esempio Poste Italiane, Aruba, InfoCert). Per i servizi INPS serve SPID almeno di livello 2: nome utente e password più un codice temporaneo (OTP) ricevuto via SMS, app o dispositivo fisico. L’accesso può essere effettuato sia da desktop che da dispositivi mobili, garantendo elevata usabilità e flessibilità. Attenzione ai costi: PosteID chiede 6 euro l’anno dal secondo anno, salvo esenzioni (ad esempio per minorenni, over 75 e residenti all’estero).
  • CIE: La Carta d’Identità Elettronica consente l’accesso dallo smartphone con NFC tramite l’app CieID oppure dal computer, con il codice QR letto dall’app o con un lettore di smart card, inserendo il PIN di 8 cifre ricevuto in due metà al momento del rilascio (guida INPS). L’utente deve inoltre autorizzare la trasmissione dei dati anagrafici. Il dispositivo utilizza il microchip integrato per una verifica fisica della presenza della carta. Il sistema offre un livello di sicurezza superiore, soprattutto per i servizi che richiedono una doppia validazione.
  • CNS: La Carta Nazionale dei Servizi, di solito la tessera sanitaria abilitata, richiede un lettore di smart card collegato al computer e un PIN personale. Questo canale resta molto utilizzato da professionisti e aziende, grazie alla sua compatibilità con diverse piattaforme istituzionali.

Per tutte le modalità, l’autenticazione avviene tramite il gestore dell’identità, che trasmette all’INPS i soli dati identificativi necessari.

Differenze operative, vantaggi e criticità delle tre soluzioni a confronto

L’analisi comparativa tra SPID, CIE e CNS evidenzia caratteristiche funzionali e operative peculiari, dettagliabili anche secondo lo schema seguente:

Criterio SPID CIE CNS
Procedura di attivazione Online o presso provider Si richiede al Comune di residenza Emessa dall’Agenzia delle Entrate, PIN dalla Regione
Dispositivo necessario PC/Smartphone Smartphone NFC/Lettore smart card Lettore smart card
Flessibilità d’uso Molto elevata Elevata; limiti hardware Limitata a PC con lettore
Livello di sicurezza Alto (OTP e notifiche) Molto alto (verifica fisica) Alto (smart card fisica)
Idoneità ambito aziendale Ottimale per deleghe Buona ma meno diffusa Preferita dagli intermediari

SPID si distingue per accessibilità e versatilità: idoneo sia per singoli cittadini sia per rappresentanti di aziende e intermediari, consente la gestione centralizzata di molteplici servizi pubblici e privati.

CIE è apprezzata per l’elevato grado di sicurezza fisica e per la capacità di integrare facilmente le funzioni biometriche degli smartphone, pur presentando criticità legate alla necessità di dispositivi compatibili e alla gestione del PIN. Dal 3 agosto 2026 la vecchia carta d’identità cartacea non è più valida: per effetto del D.L. 108/2026, fino al 31 gennaio 2027 si può ancora usare in Italia anche per le prestazioni previdenziali, ma non per l’espatrio (Prefettura).

CNS, sebbene meno flessibile su dispositivi mobili, continua a essere la scelta preminente nel settore professionale, dove la presenza di lettori di smart card è la norma; è particolarmente apprezzata per l’accesso a sistemi legacy e per l’integrazione nelle procedure automatizzate aziendali.

Scenari d’uso, deleghe e casi particolari per cittadini e aziende

Il sistema di autenticazione digitale supporta numerosi scenari applicativi:

  • Cittadini: possono utilizzare qualsiasi delle tre soluzioni per accedere a servizi previdenziali, domande di prestazione, consultazione di estratti contributivi, invio di istanze e consultazione delle proprie pratiche. L’autenticazione è personale e tutte le operazioni sono tracciate.
  • Aziende e intermediari: dal 1° settembre 2024 accedono ai servizi online solo con SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0 o CNS (circolare INPS 77/2024). Gli intermediari accreditati sono dotati di credenziali istituzionali associate a ciascun profilo professionale (ad esempio consulenti del lavoro, avvocati e commercialisti, secondo l’art. 1 della L. 12/1979).
  • Deleghe digitali: Chi non è in grado di usare da solo i servizi online può delegare una persona di fiducia, che entra con le proprie credenziali (al massimo 3 deleghe per delegato). Con lo stesso strumento tutori, curatori, amministratori di sostegno e genitori agiscono per conto della persona che rappresentano; il genitore può registrare la delega per il figlio minore anche online. Ogni delega è revocabile e tracciata.

I residenti all’estero senza un documento di riconoscimento italiano possono ancora accedere con il PIN, mentre l’INPS non consente di accedere con SPID, CIE, CNS o eIDAS intestati a minorenni: per il figlio minore opera il genitore, con la delega e le proprie credenziali. Infine, per pubbliche amministrazioni e professionisti esercenti particolari categorie di attività, la scelta dello strumento più adatto dipende dal grado di interoperabilità richiesto e dall’ecosistema informatico adottato.

Fonti usate in questo articolo

  1. INPS, circolare n. 127 del 12 agosto 2021 (fine del PIN e delega dell’identità digitale)
  2. INPS, Le credenziali per accedere ai servizi
  3. Codice dell’amministrazione digitale, art. 64, testo vigente
  4. INPS, aziende e intermediari: PIN in dismissione (circolare 77/2024)
  5. D.L. 108/2026, art. 11 (carte d’identità cartacee)

Revisione del 23 ottobre 2026: requisiti, importi e link controllati sulle fonti ufficiali. Cosa è cambiato.

Di Serena Benedetti

Scrivo di pensioni pubbliche e INPS: vecchiaia e anticipata, APE sociale, reversibilità, estratto conto, cedolino. Ogni articolo si apre con una scheda dei requisiti e chiude con l’elenco delle fonti ufficiali. Chi sono · Correzioni

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