Pensione e tasse: quanto si paga davvero

La scheda

Chi trattiene
L’INPS fa da sostituto d’imposta: applica IRPEF e addizionali e accredita la pensione già al netto, come spiega la circolare INPS n. 153/2025.
Aliquote IRPEF 2026
23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro (fino al 2025 era il 35%), 43% oltre 50.000 euro (art. 11 del TUIR).
No tax area
Nel 2026, con un reddito complessivo fino a 8.500 euro, la detrazione per redditi di pensione di 1.955 euro azzera l’IRPEF (art. 13 del TUIR).
Addizionali IRPEF
Tetti di legge: regionale fino al 3,33%, comunale di norma fino allo 0,8%. Sulla pensione il saldo dell’anno precedente si trattiene da gennaio a novembre.
Conguaglio 2025
Debiti IRPEF del 2025 recuperati sulle rate di gennaio e febbraio 2026; con pensione fino a 18.000 euro l’anno e debito oltre 100 euro, rateizzati fino a novembre 2026.
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Introduzione: pensione lorda, netta e scopo dell’articolo

Comprendere la differenza tra importo lordo e importo effettivamente percepito rappresenta un passaggio essenziale per ogni lavoratore che si avvicina all’età pensionabile. In Italia, il tema delle trattenute sulla pensione è spesso fonte di dubbi e malintesi, causati dalla complessità del sistema fiscale e dalla varietà di voci che compaiono nel cedolino mensile. Obiettivo di questo approfondimento è analizzare in modo chiaro le modalità con cui avviene la trasformazione della cifra originariamente maturata (pensione lorda) nell’importo effettivamente accreditato (pensione netta), illustrando le principali tasse, detrazioni e oneri che concorrono a determinarlo.

Dalla pensione lorda al netto: come si calcola e quali le differenze

Il percorso dal lordo al netto comporta una serie di passaggi obbligati che coinvolgono le imposte nazionali, le addizionali locali e le detrazioni spettanti. La pensione lorda rappresenta l’importo annuo riconosciuto dall’ente previdenziale sulla base dei contributi versati e dei parametri previsti dall’INPS. Tuttavia, sull’importo lordo si applicano le trattenute fiscali previste dalla normativa italiana – in primis l’IRPEF – oltre ad addizionali regionali e comunali, con percentuali variabili a seconda della residenza anagrafica.

Per ottenere l’importo netto mensile, l’INPS agisce come sostituto d’imposta: applica le ritenute IRPEF e le addizionali e accredita la pensione già al netto, come descrive la circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 sul rinnovo delle pensioni 2026. Il calcolo segue questi passaggi:

  • Identificazione della pensione lorda annua (cedolino INPS)
  • Calcolo dell’IRPEF lorda per scaglioni di reddito (art. 11 del TUIR)
  • Sottrazione dall’IRPEF lorda delle detrazioni spettanti per redditi di pensione (art. 13 del TUIR) e per familiari a carico (art. 12 del TUIR): si ottiene così l’IRPEF netta
  • Trattenuta dell’IRPEF netta e delle addizionali regionale e comunale, che dipendono dalla residenza

Le differenze tra lordo e netto dipendono in primo luogo dall’IRPEF, l’imposta progressiva sul reddito (art. 11 del TUIR), e poi dalle addizionali locali e dalle detrazioni, che possono variare molto secondo la situazione personale e familiare. In sostanza, il netto finale risulta molto inferiore rispetto al lordo, specie per chi risiede in regioni a tassazione più elevata o percepisce redditi cumulativi.

IRPEF e tassazione progressiva sulle pensioni: scaglioni, aliquote, esempi pratici

L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) è un’imposta progressiva strutturata per scaglioni di reddito. Per il 2026 l’articolo 11 del TUIR, modificato dalla legge di bilancio 2026, prevede tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro (fino al 2025 era il 35%) e 43% oltre 50.000 euro.

Reddito annuo (euro)Aliquota applicata
Fino a 28.00023%
Da 28.001 a 50.00033%
Oltre 50.00043%

Il principio di progressività comporta che ogni fascia venga tassata con la propria percentuale solo per la parte di reddito corrispondente. Questo meccanismo evita che l’aliquota superiore si applichi all’intero reddito, e fa pagare in proporzione di più a chi ha redditi più alti. Un esempio concreto può chiarire il procedimento:

  • Pensione lorda annua di 30.000 euro: i primi 28.000 euro sono tassati al 23% (6.440 euro) e i restanti 2.000 al 33% (660 euro), per un’IRPEF lorda di 7.100 euro prima delle detrazioni, secondo le aliquote in vigore nel 2026.
  • Pensione lorda annua di 55.000 euro: 28.000 euro al 23% (6.440 euro), 22.000 euro al 33% (7.260 euro) e 5.000 euro al 43% (2.150 euro), per un’IRPEF lorda di 15.850 euro prima delle detrazioni (art. 11 del TUIR).

Questa modalità di applicazione tutela i redditi più bassi e modula la pressione fiscale sui redditi più elevati. Se il reddito complessivo non supera 8.500 euro, la detrazione per redditi di pensione di 1.955 euro prevista dall’art. 13 del TUIR azzera l’IRPEF: è la cosiddetta «no tax area» dei pensionati.

Addizionali regionali e comunali, detrazioni fiscali, conguagli e altri elementi del cedolino

Oltre all’IRPEF, la fiscalità sulla pensione si compone di altri elementi rilevanti. Le addizionali regionali e comunali, variabili per territorio, rappresentano una percentuale aggiuntiva sul reddito imponibile. Il saldo è trattenuto nell’anno successivo a quello di riferimento; per l’addizionale comunale si aggiunge un acconto sull’anno in corso:

  • Addizionale regionale IRPEF: l’aliquota base è dell’1,23% e le Regioni possono aumentarla fino a 2,1 punti, quindi fino al 3,33% (art. 6 del D.Lgs. 68/2011). Sulla pensione il saldo dell’anno precedente è trattenuto in 11 rate, da gennaio a novembre (circolare INPS n. 153/2025)
  • Addizionale comunale IRPEF: di norma non può superare lo 0,8% (art. 1 del D.Lgs. 360/1998), salvo deroghe di legge per alcuni Comuni. Sulla pensione il saldo dell’anno precedente si paga da gennaio a novembre e l’acconto dell’anno in corso da marzo a novembre (circolare INPS n. 153/2025)

Le detrazioni fiscali sono anch’esse una componente cruciale nella determinazione del netto. Per i pensionati la detrazione vale 1.955 euro fino a 8.500 euro di reddito. Poi scende: fino a 28.000 euro è di 700 euro più una quota variabile, quindi diminuisce ancora e si azzera a 50.000 euro. Tra 25.000 e 29.000 euro spettano 50 euro in più (art. 13 del TUIR). Anche le condizioni familiari (presenza di coniuge, figli o altri a carico) influenzano le detrazioni totali spettanti. Dal 2022 le detrazioni per i figli sotto i 21 anni sono state sostituite dall’Assegno unico e universale. Oggi la detrazione IRPEF di 950 euro resta per i figli a carico dai 21 ai 29 anni e, dai 30 anni in su, solo per i figli con disabilità (art. 12 del TUIR).

Altro aspetto fondamentale è rappresentato dai conguagli fiscali. Dopo la fine dell’anno l’INPS confronta l’imposta dovuta con quella trattenuta: eventuali differenze si riflettono in addebiti (se è stato trattenuto meno del dovuto) o accrediti (se è stato trattenuto più del necessario). Per il 2025 le differenze a debito sono state recuperate sulle rate di gennaio e febbraio 2026; per chi ha pensioni fino a 18.000 euro l’anno e un debito superiore a 100 euro sono state rateizzate fino a novembre 2026 (circolare INPS n. 153/2025). Infine, il cedolino può riportare ulteriori trattenute, come quote sindacali volontarie, rate da prestiti (cessione del quinto) o trattenute per rimborsi.

Strategie per ottimizzare la pensione netta e conclusione

La differenza tra lordo e netto, spesso superiore alle aspettative, suggerisce di adottare strategie mirate per contenere la pressione fiscale. Fra le più efficaci vanno considerate:

  • Verifica e aggiornamento delle detrazioni spettanti
  • Uso della previdenza complementare, le cui prestazioni sono tassate con una ritenuta dal 15% al 9% secondo gli anni di partecipazione (art. 11 del D.Lgs. 252/2005)
  • Scelte oculate sulla residenza, considerate le differenze nelle addizionali regionali/comunali
  • Attenzione alla pianificazione dei redditi complessivi per evitare salti di scaglione

Accanto alle strategie individuali, la corretta lettura del cedolino e la conoscenza delle normative aggiornate (come le recenti riforme IRPEF e l’introduzione dell’Assegno Unico) consentono di prevenire sorprese e stimare in modo attendibile la posizione personale. Strumenti ufficiali come il servizio INPS «La mia pensione futura» permettono di simulare la propria situazione.

Comprendere le dinamiche di calcolo e i meccanismi fiscali non solo aumenta la consapevolezza individuale, ma facilita una programmazione finanziaria più solida e realistica nel tempo della pensione.

Fonti usate in questo articolo

  1. TUIR, art. 11 (scaglioni IRPEF 2026)
  2. TUIR, art. 13 (detrazioni per pensionati)
  3. Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 (rinnovo pensioni 2026)
  4. D.Lgs. 68/2011, art. 6 (addizionale regionale)

Revisione del 23 ottobre 2026: requisiti, importi e link controllati sulle fonti ufficiali. Cosa è cambiato.

Di Serena Benedetti

Scrivo di pensioni pubbliche e INPS: vecchiaia e anticipata, APE sociale, reversibilità, estratto conto, cedolino. Ogni articolo si apre con una scheda dei requisiti e chiude con l’elenco delle fonti ufficiali. Chi sono · Correzioni

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