Quale pensione puoi chiedere nel 2026

Le strade per lasciare il lavoro aperte nel 2026, dalla più comune alle più particolari. Apri quelle che ti riguardano: per ognuna trovi i requisiti, la finestra di attesa e il documento ufficiale. Situazione al 23 ottobre 2026.

Pensione di vecchiaia: 67 anni e 20 anni di contributi

Nel 2026 bastano 67 anni di età e 20 anni di contributi di qualsiasi tipo. L’età sale a 67 anni e 1 mese per chi la raggiunge nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi dal 2028. Chi ha il primo contributo dal 1996 deve avere anche una pensione di almeno 546,24 euro al mese; altrimenti va in pensione a 71 anni con almeno 5 anni di contributi effettivi (scheda INPS). Calcola la tua data con Quando vai in pensione.

Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne)

Senza età minima. I contributi richiesti salgono di 1 mese nel 2027 e di 3 mesi dal 2028; la pensione arriva dopo una finestra di 3 mesi (scheda INPS). Per chi ha il primo contributo dal 1996 c’è anche l’anticipata contributiva: 64 anni, 20 anni di contributi effettivi e una pensione di almeno 1.638,72 euro al mese nel 2026, ridotta per le donne con figli.

APE sociale: da 63 anni e 5 mesi, fino al 31 dicembre 2026

Non è una pensione ma un’indennità fino a 1.500 euro al mese che accompagna alla vecchiaia. È per quattro categorie: disoccupati che hanno finito la NASpI, caregiver di un familiare convivente con handicap grave, invalidi civili almeno al 74% (tutti con 30 anni di contributi) e chi svolge lavori gravosi (36 anni; 32 per edili e ceramisti). Le donne hanno uno sconto di un anno di contributi per figlio, fino a due. L’ultima scadenza 2026 per la domanda di certificazione è il 30 novembre (messaggio INPS 128/2026). Come si chiede è spiegato in Come richiedere l’APE sociale.

Lavoratori precoci: 41 anni di contributi

Per chi ha almeno 12 mesi di contributi effettivi prima dei 19 anni e rientra in una delle categorie: disoccupati da almeno 3 mesi dopo la NASpI, caregiver, invalidi almeno al 74%, lavori gravosi o usuranti. Nel 2026 servono 41 anni; finestra di 3 mesi. Le domande di riconoscimento scadono il 31 marzo, il 15 luglio e comunque il 30 novembre (scheda INPS).

Lavori usuranti e notturni: da 61 anni e 7 mesi

Per chi ha svolto lavori usuranti, alla catena, guida di mezzi pubblici o lavoro notturno per almeno 7 degli ultimi 10 anni o per metà della vita lavorativa: 35 anni di contributi, 61 anni e 7 mesi e quota 97,6 per i dipendenti, requisiti fermi fino al 2028. La domanda di riconoscimento va presentata entro il 1° maggio dell’anno prima (scheda INPS).

Quota 103 e Opzione donna: solo per chi aveva già i requisiti

La legge di bilancio 2026 non le ha prorogate (circolare INPS 19/2026). Quota 103 resta per chi aveva 62 anni e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025; Opzione donna per chi aveva i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Chi li ha maturati può ancora fare domanda.

Assegno sociale: 67 anni e redditi bassi

Per chi ha almeno 67 anni, vive in Italia da almeno 10 anni e ha redditi sotto i limiti: nel 2026 vale fino a 546,24 euro al mese per 13 mensilità, pieno se non si hanno altri redditi (scheda INPS). Non servono contributi.

Prima di fare domanda conviene controllare che nell’estratto conto non manchino periodi: vedi Come verificare i contributi versati. Le parole tecniche sono spiegate nel glossario.

Studio Previdenza · di Serena Benedetti · 2026 · Chi sono · Correzioni · Fonti