NASpI: tutto quello che c'è da sapere

La scheda

Per chi
Dipendenti che perdono il lavoro senza volerlo (licenziamento, scadenza del contratto, dimissioni per giusta causa), con almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti.
Dal 2025
Chi nei 12 mesi prima si è dimesso da un lavoro a tempo indeterminato deve maturare le 13 settimane dopo quelle dimissioni (circolare INPS n. 98/2025).
Quanto spetta nel 2026
Il 75% della retribuzione media fino a 1.456,72 euro, più il 25% dell’eccedenza, entro un tetto di 1.584,70 euro; dal sesto mese cala del 3% al mese.
Durata
Metà delle settimane di contributi degli ultimi quattro anni, al massimo 24 mesi; i periodi di NASpI sono coperti da contributi figurativi utili per la pensione.
Come si chiede
In via telematica (online con SPID, CIE o CNS, Contact center o patronato) entro 68 giorni dalla cessazione, a pena di decadenza; la domanda vale come DID.
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Introduzione alla NASpI e finalità dell’indennità di disoccupazione

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego si presenta come una misura strategica di sostegno economico per i lavoratori subordinati che, per cause indipendenti dalla loro volontà, si trovano in uno stato di disoccupazione. Istituita dal decreto legislativo 22/2015, questa indennità mensile erogata dall’INPS rappresenta un importante strumento di tutela nel percorso di reinserimento occupazionale. Il suo obiettivo principale è offrire una copertura temporanea del reddito, favorendo al tempo stesso la ricerca attiva di nuove opportunità lavorative e la partecipazione a percorsi di formazione e riqualificazione. Nell’attuale scenario socio-economico, la NASpI assume un ruolo essenziale per garantire stabilità e continuità nella protezione sociale del lavoratore.

Chi può richiedere la NASpI: requisiti, destinatari ed esclusioni

L’accesso all’indennità di disoccupazione è vincolato a specifici requisiti, sia soggettivi che contributivi. La NASpI è rivolta prevalentemente ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perso involontariamente l’occupazione. Tra i destinatari, come riepiloga la scheda INPS sulla NASpI, sono compresi:

  • soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato;
  • personale artistico assunto con contratto subordinato;
  • apprendisti;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti da cooperative e loro consorzi;

Dal 2022 la platea dei fruitori comprende anche operatori nel settore agricolo legati da rapporto stabile con cooperative.

I requisiti essenziali per presentare domanda includono:

  • la perdita involontaria del lavoro: licenziamento o scadenza del contratto e, in casi particolari, dimissioni per giusta causa o nel periodo tutelato di maternità o paternità; restano escluse le dimissioni volontarie, anche «per fatti concludenti»;
  • stato di disoccupazione, attestato anche dalla dichiarazione telematica immediata disponibilità (DID);
  • almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione; dal 2025, se nei 12 mesi prima ci si è dimessi da un lavoro a tempo indeterminato, le 13 settimane devono essere maturate dopo quelle dimissioni (circolare INPS n. 98/2025).

Sono invece esclusi dalla prestazione:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori extracomunitari stagionali;
  • soggetti che hanno maturato i requisiti per la pensione o percepito assegno ordinario di invalidità senza aver optato per la NASpI.

È importante sottolineare come le normative di riferimento – tra cui la Legge di Bilancio e le circolari INPS annuali – aggiornino periodicamente la lista dei beneficiari e le modalità di accesso.

Come si calcola l’importo e la durata della NASpI

L’importo si calcola sulla retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni, divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. La formula di calcolo è la seguente:

  • 75% della retribuzione media mensile, se non supera l’importo di riferimento fissato ogni anno: 1.456,72 euro per il 2026;
  • se è superiore, si prende il 75% dell’importo di riferimento più il 25% della differenza tra retribuzione media e soglia;

L’importo mensile non può comunque superare il tetto rivalutato ogni anno, pari a 1.584,70 euro per il 2026.

La durata dell’indennità è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni (es.: 48 settimane di contributi = 24 settimane di NASpI), quindi al massimo 24 mesi; non contano i periodi che hanno già dato luogo a un’indennità di disoccupazione.

Dal primo giorno del sesto mese di fruizione l’importo si riduce del 3% ogni mese; per chi ha compiuto 55 anni alla data della domanda la riduzione parte dall’ottavo mese. Questa decurtazione mensile – decalage – incentiva il reinserimento nel mercato del lavoro.

I periodi di NASpI sono coperti da contributi figurativi, utili per la pensione.

Obblighi, compatibilità e cause di sospensione/decadenza della NASpI

Durante il periodo di fruizione, il percettore è tenuto a rispettare una serie di obblighi e condizioni:

  • partecipazione attiva alle politiche di attivazione e orientamento proposte dai Centri per l’Impiego;
  • aggiornamento costante dello stato occupazionale e comunicazioni puntuali su eventuali cambiamenti (nuovo lavoro, attività autonoma, variazione IBAN o residenza);
  • iscrizione e mantenimento della DID.

La prestazione è compatibile, con limitazioni, con altre forme di reddito:

I casi principali che determinano sospensione o decadenza del diritto includono:

  • inizio di un rapporto di lavoro subordinato oltre sei mesi o a tempo indeterminato senza comunicazione nei termini;
  • avvio di attività autonoma o di impresa senza la dichiarazione del reddito presunto;
  • perdita dello status di disoccupato;
  • omessa partecipazione a percorsi di politica attiva (cause sanzionatorie progressive secondo il D.Lgs. 150/2015);
  • raggiungimento dei requisiti per la pensione o opzione per assegno ordinario di invalidità.

I compensi da lavoro occasionale sono cumulabili con la NASpI fino a 5.000 euro l’anno, mentre il lavoro intermittente segue regole specifiche di riduzione o sospensione. In tutti i casi, la tempestività della comunicazione verso l’ente previdenziale risulta determinante per il mantenimento del diritto.

Come presentare domanda: procedura pratica e documentazione richiesta

La domanda si presenta solo in via telematica: online con SPID, CIE o CNS, oppure tramite Contact center o patronato.

La domanda va presentata, a pena di decadenza, entro 68 giorni dalla cessazione o dagli eventi previsti (fine della maternità o della malattia indennizzate, fine del preavviso); in caso di licenziamento per giusta causa il termine parte dal 30° giorno dopo la cessazione. La NASpI spetta dall’ottavo giorno dopo la cessazione se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno, altrimenti dal giorno dopo la domanda (per il licenziamento per giusta causa il riferimento è il 38° giorno).

Per compilare la domanda è utile avere a portata di mano:

La domanda di NASpI vale come dichiarazione di immediata disponibilità (DID); nei 15 giorni successivi bisogna recarsi al Centro per l’impiego per il patto di servizio personalizzato, altrimenti si viene convocati. Un iter chiaro e trasparente garantisce la correttezza della procedura e velocizza i tempi di erogazione.

Conclusioni e raccomandazioni utili per i beneficiari

Il sistema italiano di sostegno alla disoccupazione offre, attraverso la NASpI, una copertura efficace nel periodo di transizione tra due impieghi. Affinché il percorso sia efficace, si raccomanda di:

  • Monitorare costantemente stato domanda, contributi amministrati e comunicazioni INPS;
  • rispettare puntualmente gli obblighi di segnalazione e partecipazione agli incontri con il Centro per l’Impiego;
  • verificare la corretta compilazione di ogni aspetto della domanda, in particolare gli estremi contributivi e i dati anagrafici;
  • consultare periodicamente le fonti ufficiali per aggiornamenti e possibili variazioni normative.

La gestione consapevole della prestazione, accompagnata da un’attiva partecipazione alle misure di orientamento e reinserimento, incrementa le opportunità di beneficiare appieno di uno dei principali strumenti pubblici di tutela del lavoro e del reddito in Italia.

Fonti usate in questo articolo

  1. Scheda INPS NASpI
  2. Circolare INPS n. 4/2026 (massimali 2026)
  3. Circolare INPS n. 98/2025 (nuovo requisito dopo dimissioni)
  4. D.Lgs. 22/2015, art. 4 (calcolo)

Revisione del 23 ottobre 2026: requisiti, importi e link controllati sulle fonti ufficiali. Cosa è cambiato.

Di Serena Benedetti

Scrivo di pensioni pubbliche e INPS: vecchiaia e anticipata, APE sociale, reversibilità, estratto conto, cedolino. Ogni articolo si apre con una scheda dei requisiti e chiude con l’elenco delle fonti ufficiali. Chi sono · Correzioni

Studio Previdenza · di Serena Benedetti · 2026 · Chi sono · Correzioni · Fonti